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DIMENSIONE CARATTERI

Marcatori tumorali

Marcatori tumorali
 

Si tratta di un gruppo di test che intendono rilevare e misurare la presenza di proteine, ormoni o altre sostanze per seguire l’andamento clinico di un tumore, verificando l’efficacia della terapia o la fase di ripresa della malattia. Tuttavia, è utile ricordare che non si può associare in maniera univoca e assoluta un marcatore a un tipo di tumore.
 

I marcatori tumorali più utilizzati sono i seguenti.

 
AFP (alfa-fetoproteina)
E' una proteina chiamata in questo modo perché raggiunge il massimo livello nel feto (circa 3 g/l) per stabilizzarsi a partire dal secondo anno di vita intorno a valori di 1-10 ng / ml.
 
Suoi eventuali rialzi si presentano preferibilmente associati a tumori del fegato; per quanto riguarda i tumori del testicolo e dell’ovaio, l’uso di questo marcatore è più che altro legato allo studio dello sviluppo della malattia (stadiazione) e alla valutazione dell’efficacia della terapia.
 
Viene anche utilizzato a scopo diagnostico come test di screening per l’individuazione di gravidanze patologiche e in tal caso si effettua tra la sedicesima e la diciottesima settimana: la valutazione di gestanti a rischio si avvale dell’esame ecografico e del dosaggio di tre ormoni (alfa-fetoproteina, estriolo libero e gonadotropina corionica umana o HCG).
 

CEA (antigene carcinoembrionale)
Nell’adulto la concentrazione di questo marcatore è inferiore a 2,5 ng / ml. È per lo più associato a tumori del tratto intestinale, soprattutto a quelli del colon-retto, assumendo il significato di controllo della malattia a intervento effettuato (efficacia della terapia, eventuale ripresa).
 
Viene impiegato anche per il monitoraggio dei tumori polmonari. In passato è stato usato per i tumori della mammella. Livelli moderatamente elevati di CEA si osservano anche in malattie non tumorali come colite ulcerosa, poliposi del colon, cirrosi, epatiti e spesso nei forti fumatori.

 
CA 125
E' specifico per i tumori ovarici e assume grande importanza nel monitoraggio per valutare la risposta alla terapia.

 
CA 19-9
Antigene associato per lo più a cancro gastro-intestinale (GICA), ma è presente anche nel carcinoma del colon-retto (in tal caso può essere impiegato insieme o in alternativa al CEA). Può segnalare infiammazioni croniche di pancreas, fegato e intestino.

 
CA 15-3
E' legato alle neoplasie della mammella, soprattutto in pazienti con malattia avanzata o in fase metastatica, tuttavia livelli superiori alla norma si rinvengono anche in tumori ovarici, gastrointestinali, prostatici.

 
TPA (antigene polipeptidico tissutale)
E' associato a tumore dello stomaco, del polmone, del colon, del retto e del pancreas. È considerato un indice di attiva proliferazione neoplastica, ma si rinviene anche in processi infiammatori acuti e cronici, nella cirrosi epatica e nell’epatite.

 
PSA (antigene prostatico specifico)
E' prodotto dalla ghiandola prostatica ed è normalmente presente nel liquido seminale. Il limite normale è 4 ng / ml, pur aumentando con l’età. Valori compresi fra 4 e 10 ng / ml possono orientare la diagnosi verso malattie benigne come prostatite e iperplasia prostatica, mentre livelli superiori a 10 ng / ml possono far sospettare la presenza di neoplasia.

 
HCG (gonadotropina corionica umana)
L’innalzamento di questo ormone indica l’inizio della gravidanza. È tuttavia associato a neoplasie dell’ovaio e del testicolo (in quest’ultimo caso si dosa anche l’alfa-fetoproteina).

 

 
Possibili cause di valori alterati
Valori lievemente alterati possono essere associati a infiammazioni spesso riconducibili a un organo specifico. Valori superiori alla media hanno generalmente il significato di terapia non efficace, mentre la ricomparsa di elevate concentrazioni del marcatore in esame in pazienti in fase di monitoraggio post terapico indica spesso la comparsa di metastasi o la ripresa della malattia.

 
Come si esegue l’esame
Il dosaggio dei marcatori tumorali può avvenire su un campione di sangue o di urine. Nel primo caso, il paziente si deve presentare a digiuno dalla mezzanotte per un prelievo di pochi millilitri di sangue.

Il test è eseguibile presso qualunque laboratorio diagnostico e il referto è disponibile generalmente dopo quattro o cinque giorni.

 
Attenzione
: i valori di riferimento sono semplicemente il risultato di rilevazioni statistiche. Il reale significato in termini di malattia o salute può essere stabilito solo dal medico curante che colloca i risultati dell’esame clinico nel quadro più generale dello stato del paziente.
 

Inoltre, tali valori possono cambiare nei diversi laboratori essendo calcolati sulla popolazione locale. Si fa presente che alcune unità di misura tuttora di uso comune sono destinate a lasciare il posto al "Sistema Internazionale di Unità" (SI); pertanto i risultati espressi differentemente vanno convertiti.

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