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DIMENSIONE CARATTERI

Rapporto Albuminuria/Creatinuria (RAC)

Sigla/sinonimi
Rapporto albumina/creatinina urinarie, RAC, ACR.
 
Descrizione dell’esame
Dosaggio dell’escrezione urinaria di albumina in rapporto a quella della creatinina. Il risultato può essere espresso in milligrammi di albumina per grammi di creatinina (mg/g) o in milligrammi di albumina per millimoli di creatinina (mg/mmol).
 
Tipo di campione
Urina.
 
Valori di riferimento
I valori normali sono:
• <30 mg/g di creatinina
• <3,4 mg/mmol di creatinina
NB: I valori pubblicati sono indicativi; i dati di laboratorio devono essere sempre interpretati dal medico curante.
 
Preparazione all’esame
Il test è eseguito su un campione di circa 100 ml delle prime urine del mattino, raccolto in un contenitore monouso a collo largo (è necessario che sia sterile solo se si effettua anche l’urinocoltura), dopo avere lavato accuratamente le mani e i genitali esterni con acqua e sapone e avendo cura di eliminare il primo e l’ultimo getto di urina. Il campione deve essere consegnato al laboratorio entro 2 ore o conservato in frigorifero a +4°C. L’esame può dare risultati non attendibili se è in corso un’infezione urinaria, in presenza di febbre e, nella donna, di mestruazioni, se è stata svolta attività fisica intensa nei 2-3 giorni precedenti o dopo un pasto iperproteico.
 
Significato diagnostico
Il RAC rappresenta una variante dei test di laboratorio per la valutazione della microalbuminuria e dell’albuminuria; esprime la concentrazione di albumina in rapporto a quella della creatinina in un campione delle prime urine del mattino. 
 
In condizioni normali, l’albumina è eliminata con le urine solo in piccolissime quantità, in quanto si tratta di una proteina di dimensioni elevate, che non passa facilmente il filtro renale. Tuttavia, anche nel soggetto sano, e ancor più in quello diabetico, l’escrezione urinaria di albumina tende a variare nello stesso individuo a seconda dei vari momenti della giornata (per esempio è maggiore durante il giorno rispetto alla notte), essendo influenzata da vari fattori quali la distribuzione dei liquidi corporei, la concentrazione o la diluizione delle urine, l’assunzione di liquidi, l’attività fisica, la postura. 
 
Per rendere la misurazione dell’albumina urinaria il più possibile accurata, la si rapporta con quella della creatinina, una sostanza ugualmente eliminata con le urine, in modo da correggere eventuali errori di dosaggio dovuti alla concentrazione del campione di urina. Tale misurazione viene effettuata su un campione delle urine della notte, raccolte al risveglio mattutino, in modo che la concentrazione di albumina non sia influenzata dalla maggiore escrezione diurna, dalla postura, dall’attività fisica del soggetto e dall’assunzione di liquidi.
Il RAC rappresenta perciò una metodica piuttosto accurata di dosaggio dell’albumina urinaria, paragonabile a quella ottenuta con la raccolta delle urine delle 24 ore, ma eseguita su un campione ricavato con una modalità più semplice e rapida.
 
Nei diabetici, l’esame viene richiesto per monitorare la comparsa di malattia renale (nefropatia diabetica), una complicanza del diabete non ben controllato; valori compresi tra 30 e 300 mg/g (3,4-34 mg/mmol) corrispondono alla diagnosi di microalbuminuria, indice di uno stadio precoce di nefropatia e di un rischio aumentato di complicanze cardiovascolari, mentre valori >300 mg/g (>34 mg/mmol) corrispondono a un’albuminuria manifesta e a una malattia renale vera e propria, della quale indicano il rischio di progressione verso l’insufficienza renale.

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