Ipertensione: definizione
Si definisce ipertensione arteriosa un aumento stabile nel tempo della pressione con cui il sangue circola nelle arterie del corpo umano.
Il sistema circolatorio è costituito dal cuore e dall'insieme dei vasi sanguigni che portano il sangue, ricco di ossigeno e sostanze nutritive, in ogni punto del corpo; il motore che dà la spinta a questa circolazione è il cuore che, con le sue ritmiche contrazioni, spinge il sangue verso la periferia del corpo; la contrazione del cuore provoca un aumento della pressione all'interno dei vasi sanguigni: il cuore si comporta come una pompa che ritmicamente aspira e preme il sangue.
La pressione del sangue all'interno delle arterie non è uguale nel tempo, aumentando in corrispondenza dell'impulso dato dalla contrazione del cuore - questa è la pressione massima o pressione sistolica - e diminuendo in corrispondenza della fase di rilasciamento del cuore - questa è la pressione minima o pressione diastolica.
Da circa un secolo, grazie proprio alla scoperta di un italiano, Scipione Riva-Rocci, si è in grado, con un semplice apparecchio detto sfigmomanometro, di misurare in modo facile, comodo e preciso la pressione arteriosa.
La pratica della misurazione della pressione arteriosa nel corso di questo secolo è entrata a far parte della normale routine di una visita medica e le osservazioni compiute su un grandissimo numero di persone dai medici di tutto il mondo ci hanno insegnato che le persone non hanno tutte la stessa pressione arteriosa.
Come si vedrà più avanti, una parte consistente della popolazione mondiale ha una pressione arteriosa molto al di sopra dei valori normali. Col passare degli anni, i ricercatori che studiano la distribuzione e la frequenza delle malattie nelle grandi popolazioni - epidemiologi - hanno scoperto che molte gravi e diffuse malattie, come l'infarto, l'ictus e l'insufficienza renale, si verificano più frequentemente nelle persone con una pressione arteriosa elevata.
Pertanto, a partire dal 1950 circa, la medicina si è posta il problema di abbassare, quando elevata, la pressione arteriosa di questi soggetti per ridurre la frequenza delle malattie provocate da questa condizione. Altri studi condotti negli anni successivi dagli epidemiologi hanno confermato che riportare la pressione arteriosa a valori normali riduceva il rischio di quelle malattie.
La pressione arteriosa è determinata da una combinazione di fattori non ancora del tutto conosciuti, i più importanti dei quali sono: la forza di contrazione del cuore, lo stato di rilasciamento o di contrazione delle arterie periferiche (che a sua volta è controllato da sostanze di tipo ormonale prodotte dai reni e dalle ghiandole surrenali), dal funzionamento dei reni e dalla densità del sangue.
La medicina non ha ancora scoperto quale di questi meccanismi funziona in modo alterato nel produrre l'ipertensione arteriosa; probabilmente si tratta di una serie di cause che si combinano insieme, e, come in effetti vedremo più avanti, esistono diversi tipi di farmaci che curano l'ipertensione arteriosa e ciascuno di questi farmaci agisce in modo specifico su uno dei meccanismi descritti sopra.
In sintesi possiamo dire che non sappiamo perché la pressione arteriosa in alcune persone sia più alta del normale ma sappiamo come abbassarla per prevenire i danni che sicuramente provoca.
Come accennato, la pressione arteriosa viene misurata con un apparecchio che si chiama sfigmomanometro.
Ai tradizionali modelli di sfigmomanometro a colonnina di mercurio si sono ora affiancati quelli elettronici, di uso più semplice ma forse non altrettanto affidabili: la misura della pressione viene data da un numero che indica l'altezza della colonnina di mercurio nello sfigmomanometro.
Le grandi organizzazioni mondiali che si occupano della salute, e in particolar modo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), hanno indicato, in base a studi condotti su un elevatissimo numero di soggetti, i valori di pressione arteriosa da considerare come limiti per la normalità, quelli che indicano una condizione da osservare con attenzione e quelli che invece rappresentano un rischio reale e che richiedono da subito un trattamento medico.
Attualmente si considera normale la pressione arteriosa fino a 135/85 mmHg; c'è poi una fascia di valori intermedi che non sono ancora da curare ma da osservare nel tempo e che vengono definiti borderline (che significa di confine), con pressione arteriosa compresa fra 135/85 mmHg e 160/90-95 mmHg, e un ultimo gruppo di valori francamente elevati, al di sopra dei 160/90-95 mmHg che vengono definiti di vera ipertensione arteriosa.