Ultimo aggiornamento: 04/03/2010
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Calcoli biliari: definizione

La calcolosi biliare è un disturbo molto frequente che colpisce circa il 20 per cento delle donne adulte e l'8 per cento degli uomini, anche se in molti casi la malattia rimane del tutto silenziosa e asintomatica.

La bile è un liquido prodotto dal fegato che serve per favorire la digestione e l'assorbimento dei grassi alimentari nell'intestino; ne viene prodotta circa mezzo litro ogni giorno e la sua composizione chimica è molto complessa, infatti è costituita per l'80 per cento di acqua, nella quale sono disciolti colesterolo, fosfolipidi, acidi biliari e altre sostanze.

La bile si accumula in un organo cavo, con una forma arrotondata che ricorda quella di una piccola pera, chiamata cistifellea (o colecisti) che è situata sotto al fegato; durante il pasto l'organismo produce un ormone, chiamato CCK, che determina un'energica contrazione della cistifellea: la bile viene così spinta nell'intestino dove si mescola al cibo permettendo un completo assorbimento dei grassi alimentari; inoltre il fegato utilizza la bile per eliminare con essa sostanze tossiche o superflue per l'organismo.

Le numerose sostanze chimiche che compongono la bile rimangono sciolte al suo interno solo fino a che non superano una certa concentrazione: ogni condizione che riduce la solubilità di queste sostanze porta alla formazione dei calcoli biliari.

Le situazioni in grado di alterare i rapporti percentuali dei vari costituenti della bile facendone precipitare alcuni, con la conseguente formazione di calcoli, sono svariate: l'obesità, il sesso femminile, una dieta eccessivamente ricca di lipidi e di colesterolo, ma anche una dieta rigidamente ipocalorica, la gravidanza, l'assunzione di contraccettivi orali, le infezioni delle vie biliari; esiste anche una certa predisposizione familiare.

Circa l'80 per cento dei calcoli biliari sono costituiti da colesterolo, da solo o in associazione con altri componenti chimici della bile; nel rimanente 20 per cento dei casi i calcoli sono costituiti prevalentemente da bilirubina, una sostanza che deriva dalla distruzione dei globuli rossi; nelle malattie in cui questa distruzione è accelerata il sovraccarico di bilirubina porta ad una eccessiva concentrazione di questa sostanza nella bile, con conseguente formazione di calcoli.

Il calcoli si accrescono progressivamente fino a raggiungere dimensioni anche di qualche centimetro; a volte si forma un unico grosso calcolo, in altri casi ci sono numerosi piccoli calcoli addossati l'uno all'altro. Particolari condizioni chimiche della bile favoriscono invece la formazione di una bile densa e mucosa che viene denominata sabbia o fango biliare, che può costituire il punto di partenza per la formazione di calcoli.

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