Ultimo aggiornamento: 16/07/2007
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Lombalgia

Il dolore nella regione lombare, o lombalgia, rappresenta una delle più frequenti cause di consultazione medica ed è la principale causa di assenza dal lavoro nei giovani sotto i 45 anni; questo dolore origina nella quasi totalità dei casi dalle strutture ossee, articolari e muscolari della colonna vertebrale.

Il tratto lombare della colonna vertebrale è formato da 5 massicce vertebre che sostengono il peso della metà superiore del corpo e che con la loro flessibilità permettono il piegamento in avanti e la rotazione del tronco sul bacino.

Tra le vertebre sono interposti dei cuscinetti elastici e gelatinosi che hanno il compito di ammortizzare le sollecitazioni meccaniche e di garantire lo scorrimento armonioso delle vertebre durante i movimenti di flessione e di rotazione del tronco.

Questi cuscinetti elastici sono chiamati dischi intervertebrali. I movimenti della colonna sono resi possibili dai molti muscoli che collegano le vertebre lombari tra di loro, col bacino e con il femore.

Ognuna di queste strutture, quando viene sollecitata oltre il suo normale limite di resistenza, può andare incontro ad alterazioni che si manifestano soprattutto con dolore a livello lombare.

Il dolore lombare può manifestarsi improvvisamente, nel corso di uno sforzo di particolare intensità, spesso mentre si solleva un peso da terra, specie se al movimento di flessione si associa una componente di rotazione; in altri casi il dolore compare nel corso di movimenti che non richiedono uno sforzo particolarmente intenso e in certi casi può anche manifestarsi in modo del tutto spontaneo.

Il dolore solitamente è localizzato in corrispondenza della parte bassa della regione lombare, disposto trasversalmente, come una sbarra dolorosa e rigida che va da fianco a fianco.

In alcuni casi il dolore scende verso il basso, da un solo lato, irradiandosi verso la natica e la coscia: in questi casi è verosimile che la lombalgia sia provocata dalla sofferenza di un disco intervertebrale che irrita il nervo sciatico.

In circa l’ 85% dei casi di lombalgia acuta non è possibile per il medico individuare con precisione la struttura ossea, muscolare o articolare responsabile del dolore ma, fortunatamente, quasi tutti i casi di lombalgia guariscono senza complicazioni nel giro di 4-6 settimane.

Nelle lombalgie acute è quindi indicato un atteggiamento di attesa, confidando nelle spontanee capacità di guarigione dell’organismo, che vanno naturalmente favorite da un idoneo stile di vita e, quando indicata, dalla terapia farmacologica.

L’impiego delle radiografie non è assolutamente indicato nei casi acuti e non complicati, in quanto espone a un’inutile dose di radiazioni e aumenta i costi sanitari senza dare nessuna informazione utile per modificare l’atteggiamento terapeutico.

Il riposo a letto non è considerato un cardine del trattamento, come lo era in passato. Attualmente si ritiene utile che il paziente riprenda al più presto la sua normale attività, soprattutto per prevenire la perdita di tono della muscolatura, che compare già dopo pochi giorni di letto.

Il dolore è trattato con l’impiego di analgesici, come il paracetamolo o gli antinfiammatori; nella lombalgia acuta si verifica quasi costantemente un irrigidimento riflesso della muscolatura lombare, che dovrebbe avere la finalità di ridurre i movimenti della colonna e di proteggere dal dolore, ma che in realtà provoca a sua volta dolore e ritarda il processo di recupero.

E’ pertanto importante rompere il circolo vizioso dolore-contrattura-dolore con l’impiego di farmaci cosiddetti miorilassanti.

Il trattamento non farmacologico degli episodi acuti è altrettanto importante e si basa sull’impiego del calore, dei massaggi e sulle manipolazioni: si tratta di procedure efficaci ma che vanno utilizzate all’interno di un progetto terapeutico impostato sotto la supervisione del medico curante.

Spesso il disturbo tende a recidivare e circa 1/3 dei casi di lombalgia acuta va incontro a un nuovo episodio nei 12 mesi successivi; è molto importante quindi una corretta prevenzione, basata sul mantenimento di corrette posizioni durante le attività lavorative o di svago, sulla ginnastica di potenziamento della muscolatura lombare, sugli esercizi di flessibilità della colonna e, quando necessaria, sulla riduzione del peso corporeo.

La lombalgia, in rari casi, può essere espressione di malattie anche gravi; sono elementi di sospetto l’aumento notturno del dolore, l’associazione di febbre, dimagramento o disturbi urinari, o la mancata risposta agli analgesici, col dolore che continua a peggiorare; davanti a un quadro di questo tipo sono necessari accertamenti radiologici e di laboratorio.

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