Tumori: definizione e sintomi
Definizione
Si definisce tumore maligno o neoplasia una massa in continuo accrescimento originata da una singola cellula, attraverso un processo di riproduzione alterato.
Il tumore maligno è formato da cellule anomale che si dividono in modo incontrollato e disordinato e così facendo possono invadere e danneggiare tessuti e organi circostanti.
Alcune cellule tumorali possono staccarsi dalla massa principale, immettersi nella circolazione plasmatica o linfatica e in questo modo raggiungere sedi lontane nelle quali riprodursi, dando luogo a nuovi tumori chiamati metastasi.
Si chiamano leucemie o linfomi le neoplasie che derivano dalle cellule dalle quali originano le cellule del sangue. In questo caso le cellule neoplastiche si trovano in circolo e/o all’interno degli organi linfatici.
Alla base dell’insorgenza del tumore ci sono modificazioni, chiamate mutazioni, dei geni che regolano l’accrescimento, la riproduzione e la morte della cellula secondo scadenze definite per ogni tipo cellulare.
Così può accadere che vengano attivati alcuni geni che sono in grado di trasformare la cellula sana in cellula tumorale o che vengano soppressi altri geni che normalmente proteggono la cellula dalla trasformazione tumorale.
Ancora non si sa esattamente perché questo avviene, ma si sa che esistono fattori ereditari, fattori ambientali e fattori legati allo stile di vita del paziente che possono aumentare la probabilità che si verifichino le mutazioni cellulari appena descritte.
Quanti sono i malati di tumore
Il tumore più diffuso in Italia è il carcinoma del polmone, seguito da quello del colon retto, mentre nella donna il nemico numero uno rimane il carcinoma della mammella (19 per cento di tutti i decessi per tumore nel sesso femminile).
La prognosi di questo tumore è però in netto miglioramento grazie alla diffusione degli screening per la diagnosi precoce. Nel complesso, grazie ai progressi diagnostici e terapeutici, in Italia ben il 55 per cento dei pazienti oncologici guarisce definitivamente.
I dati relativi alla diffusione dei tumori in Europa e pubblicati sullo European Journal of Cancer riferiscono 706.900 nuovi casi di tumore negli uomini e 644.200 nelle donne registrati nel 1990; nello stesso anno in Europa quasi 900.000 persone sono decedute a causa di un tumore.
Tra gli uomini i tumori più diffusi sono risultati quello polmonare (21 per cento), quello del colon retto (13 per cento), e della prostata (12 per cento); nella donna al primo posto il carcinoma mammario (28 per cento) seguito da quello del colon retto (15 per cento) e del polmone (6 per cento).
Come si presenta o come si sospetta un tumore?
La sintomatologia dei tumori è legata alla localizzazione. In questo dossier possiamo solo fornire una panoramica sui sintomi più comuni, tenendo presente che nella maggior parte dei casi i tumori rimangono asintomatici anche per molti anni (fase preclinica) e quindi esordiscono con sintomi aspecifici, cioè sintomi che possono essere causati anche da altre patologie, anche di scarsa rilevanza clinica; inoltre, sempre nelle fasi iniziali, le lesioni cancerose non sono dolenti.
Di fronte a uno dei seguenti sintomi il medico curante potrà sospettare la presenza di un tumore e quindi prescrivere gli opportuni accertamenti:
- un addensamento o un nodulo palpabile sotto la cute
- modificazione evidente di un neo o di una verruca
- una ulcerazione che non si rimargina
- tosse stizzosa o raucedine
- modificazioni delle abitudini intestinali o della minzione
- difficoltà nella digestione o nel deglutire
- modificazioni del peso in assenza di una causa evidente
- sanguinamenti o perdite non fisiologiche.