Ultimo aggiornamento: 24/05/2010
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Tumore alla mammella: definizione

Il tumore della mammella è un tumore maligno che origina dalle cellule epiteliali della ghiandola mammaria.

La mammella è la struttura che contiene la ghiandola mammaria, deputata alla produzione del latte. Da un punto di vista anatomico la mammella è costituita da 15-18 lobi, ognuno dei quali contiene più lobuli e un dotto galattoforo principale, che si apre nel capezzolo e permette il passaggio del latte dai lobuli al capezzolo. I lobuli sono circondati da tessuto adiposo, che conferisce alla mammella la sua consistenza.

Ogni dotto principale si suddivide in dotti di calibro progressivamente inferiore; tutte queste strutture sono rivestite, al loro interno, da un sottile strato di cellule epiteliali.

Il tumore mammario presenta due varianti principali che sono il tumore duttale e quello lobulare. Il tipo duttale rappresenta circa il 75 per cento dei tumori infiltranti, mentre il lobulare circa il 5 per cento.

Epidemiologia
Attualmente il carcinoma della mammella è il tumore più diffuso tra le donne e la sua incidenza è andata aumentando negli ultimi 50 anni per cui oggi si ritiene che una donna su dieci svilupperà un carcinoma della mammella nell’arco della sua vita.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) quest’anno verranno diagnosticati un milione e duecentomila nuovi casi in tutto il mondo, 37.000 dei quali in Italia. Il tumore della mammella rappresenta la prima causa di morte per le donne di età compresa tra i 35 e i 55 anni e la seconda causa di morte per le donne in generale.

Negli ultimi anni però nei paesi sviluppati si assiste a una divaricazione tra l’incidenza e la mortalità per tumore della mammella; infatti l’applicazione di efficaci programmi di screening consente di diagnosticare un maggior numero di tumori in fase precoce. Questo sta facendo aumentare gradualmente la percentuale di donne che sopravvivono a lungo dopo la diagnosi di tumore della mammella.

La distribuzione dell'incidenza nelle varie regioni italiane ha un netto gradiente Nord-Sud (maggiore nel nord rispetto al resto d'Italia) a somiglianza di molte altre neoplasie legate agli stili di vita occidentali.

Il rischio di tumore mammario in Italia aumenta rapidamente con l'età, raggiungendo un tasso annuo superiore ai 150 casi per 100.000 donne in epoca menopausale, per poi continuare a crescere, più lentamente, fino a tarda età.

Fattori di rischio
Anche se non è possibile indicare una causa precisa che sia alla base dell’insorgenza del tumore della mammella, osservando la distribuzione della malattia è stato possibile identificare una serie di fattori di rischio:

  • l’età è il fattore di rischio più importante, tanto è vero che la maggior parte dei tumori della mammella vengono diagnosticati in donne di almeno 50 anni e se una donna di 20 anni ha una probabilità su 2.187 di ammalarsi, la probabilità per una donna di 70 anni scende a 1 su 25
  • la familiarità è un altro fattore di rischio accertato: chi ha la madre, una figlia, o una sorella che abbiano sviluppato un tumore alla mammella, ha una più alta probabilità di ammalarsi. Questo fatto comunque va considerato come una predisposizione dei componenti di una famiglia a sviluppare il tumore e non va confuso con la vera e propria ereditarietà, che interessa un numero molto limitato di casi di neoplasia mammaria
  • l’esposizione a radiazioni ionizzanti (per esempio la radioterapia eseguita nell’area toracica) in giovane età aumenta il rischio di sviluppare il tumore negli anni successivi
  • un rischio maggiore di sviluppare un tumore al seno lo corrono anche le donne che non hanno avuto figli, quelle che hanno iniziato molto presto ad avere le mestruazioni e che sono andate in menopausa più tardi della media
  • l’assunzione di estrogeni, per esempio come terapia sostitutiva in menopausa, sembra aumentare in una certa misura il rischio di insorgenza del carcinoma della mammella
  • anche l’obesità, una dieta ad alto contenuto di grassi e l’eccessivo consumo di alcol, sono stati messi in relazione con una maggiore probabilità di contrarre un tumore al seno.

Esistono poi alcune famiglie all’interno delle quali si riscontrano mutazioni che si trasmettono ereditariamente nei geni chiamati BRCA1 e BRCA2; nelle persone portatrici di queste mutazioni l’incidenza del tumore della mammella è significativamente più alta che nella popolazione generale.

Queste mutazioni sono molto rare, ma nelle famiglie nelle quali si siano verificati più casi di neoplasia mammaria può essere utile eseguire i test genetici necessari a identificare la presenza della mutazione, per poter predisporre un piano di prevenzione e diagnosi precoce particolarmente accurato.

Dal momento che la maggior parte dei tumori della mammella colpiscono persone che non hanno nessun fattore di rischio, tutte le donne, a partire da una certa età, devono sottoporsi comunque a controlli periodici quali la mammografia e l’autopalpazione del seno.

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