Ultimo aggiornamento: 24/05/2010
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Tumore al colon-retto: definizione

L'apparato digerente è costituito da cavità orale (bocca), faringe, esofago, stomaco, intestino tenue ed intestino crasso. La funzione dell'intestino crasso è l'assorbimento dei nutrienti e dell'acqua, nonché la trasformazione dei prodotti di scarto in feci.

L'intestino crasso si divide in varie sezioni: il cieco, il colon destro o ascendente, il colon trasverso, il colon sinistro o discendente, il sigma, mentre l'ultimo tratto è il retto che comunica con l'esterno attraverso l'ano.

Le pareti dell'intestino crasso sono costituite da vari strati concentrici; il più interno di questi è chiamato tonaca mucosa ed è ricco di ghiandole, formate dalle cellule epiteliali, che secernono muco.

I tumori del colon-retto (o tumori dell'intestino crasso) derivano dalla trasformazione di queste cellule epiteliali e, a seconda del loro comportamento biologico, vengono definiti adenomi (forme benigne) o adenocarcinomi (forme maligne). In questo contesto, per tumori del colon-retto si intendono gli adenocarcinomi.

I tumori del colon-retto sono distribuiti variamente lungo il decorso del grosso intestino, preferendo il colon sinistro (tratto discendente e sigma) e il retto, in una percentuale di casi variabile fra il 50 e il 70 per cento.

Nel complesso, i tumori del grosso intestino presentano almeno tre caratteristiche, che nel loro insieme non si osservano in nessun altro tipo di tumore:

  1. fattori di rischio ambientali ben documentati
  2. lesioni precancerose (gli adenomi) che sono i precursori della maggior parte dei tumori maligni
  3. sicura base genetica per una parte di questi tumori.

La maggioranza dei tumori maligni del colon-retto insorge a partire da lesioni, spesso inizialmente del tutto benigne, dette polipi adenomatosi (si tratta di masserelle di tessuto che proliferano all'interno del canale intestinale).

Il fatto che i polipi adenomatosi possano essere i precursori del tumore ha una notevole importanza pratica poiché l'asportazione endoscopica dei polipi è in grado di prevenire lo sviluppo di un tumore maligno.

La valutazione dell'estensione del tumore colon-rettale, secondo il sistema TNM è universalmente accettata per stimare l'evoluzione nel tempo (prognosi), definire la terapia più adatta e valutare i risultati.

Tuttavia, la classificazione più usata non è la TNM bensì la classificazione detta di "Astler-Coller" che divide i tumori del colon-retto in tre stadi detti A, B e C.

Negli stadi A e B non vi è alcun interessamento dei linfonodi regionali; tuttavia, mentre nello stadio A il tumore è contenuto nello strato più interno dell'organo (la mucosa), nello stadio B l'interessamento è più profondo, potendo arrivare all'interessamento di tutto lo spessore della parete intestinale.

Lo stadio C, infine, definisce la presenza di malattia a livello dei linfonodi regionali.

Il tumore del grosso intestino rappresenta uno dei tumori più frequenti in tutti i paesi occidentali e ad alto sviluppo tecnologico. Anche in Italia il tumore colon-rettale presenta un'elevata incidenza.

Ogni anno nel nostro paese circa 27.000 persone si ammalano di tumore del colon-retto e di queste, poco più della metà muore a causa della malattia. Il 90 per cento dei tumori riguarda individui sopra i cinquant'anni di età.

Il numero dei nuovi casi è valutato intorno a 45 nuovi casi/anno ogni 100.000 abitanti. Il maggior numero di casi si registra nell'Italia centrosettentrionale.

La malattia colpisce uomini e donne con uguale frequenza, sebbene i tumori del retto mostrino una maggiore prevalenza nel sesso maschile.

Nella popolazione della Comunità Europea sopra i 65 anni, l'incidenza stimata per il tumore del retto è di 95 nuovi casi/anno per 100.000 uomini e di 53 nuovi casi/anno per 100.000 donne, mentre per il tumore del colon è di 167 nuovi casi/anno per 100.000 uomini e di 143 nuovi casi/anno per 100.000 donne.

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