Iperplasia prostatica: definizione ed epidemiologia
L’iperplasia prostatica benigna (detta anche ipertrofia prostatica benigna) consiste in un aumento del volume della prostata che, per i suoi rapporti anatomici con la vescica e l’uretra, determina una serie di sintomi a carico della minzione (l’atto di urinare).
La prostata è una ghiandola a forma di castagna, del peso di circa 5-10 g, situata al di sotto della vescica. L’uretra, il condotto che porta l’urina dalla vescica verso l’esterno, nel suo primo tratto passa attraverso la prostata, come un tunnel che attraversa una montagna.
È evidente che l’ingrossamento della prostata, che avviene di solito proprio a partire dalla zona centrale, determina una compressione dell’uretra che ostacola il passaggio dell’urina.
Epidemiologia
L’aumento di volume della prostata è un evento normale nell’uomo a partire dai 40 anni di età. Solo dopo anni però le dimensioni della ghiandola divengono tali da determinare la comparsa dei sintomi che, molto rari a 40 anni, sono presenti in circa la metà dei sessantenni e nel 90 per cento degli ottantenni.
L’ipertrofia prostatica è dunque un disturbo dell’età avanzata, per cui la sua incidenza è in costante aumento nei paesi industrializzati, a causa dell’aumento della vita media.