Ultimo aggiornamento: 21/01/2010
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Piede diabetico : i piedi e il diabete

Nessuno pensa mai al lavoro quotidiano dei piedi: sostenere il peso di tutto il corpo, camminare, correre, salire e scendere scale… spesso costretti in scarpe scomode o sospesi su tacchi troppo alti.
Vesciche, piccole piaghe, callosità accomunano molti piedi maltrattati; a volte sottovalutati, sono considerati fastidi di scarsa entità, che si risolvono generalmente in fretta.
Non per un diabetico.
La piccola piaga provocata da una scarpa stretta o un'infezione presa in piscina possono diventare malattie lunghe e difficili da curare. Inoltre, ferite e infezioni possono sfociare in conseguenze serie, che portano a gravi disagi o addirittura all'invalidità.

 

Piedi al microscopio

La causa delle complicanze sta nei problemi metabolici, circolatori, neurologici causati dal diabete.
L'efficienza della circolazione periferica tende a diminuire, soprattutto nei diabetici di lunga data e nei sedentari che non praticano attività fisica (vedi : le complicanze macroangiopatiche del diabete).
I danni causati dagli sbalzi della glicemia, accumulati negli anni, alterano inoltre la sensibilità dei nervi (vedi: lcomplicanze microangiopatiche del diabete).
Questi effetti negativi si riflettono anche sulla pelle, che diventa secca, tende a screpolarsi ed è facilmente attaccabile da piccoli traumi o infezioni. L'iperglicemia e la scarsa ossigenazione dei tessuti rallentano la cicatrizzazione e indeboliscono le difese immunitarie: i diabetici sono più suscettibili alle infezioni batteriche e virali e alle malattie da funghi (micosi).

Un sassolino nella scarpa

Un maldestro pedicure "fai da te", la cucitura troppo dura di una scarpa nuova, un sassolino finito dentro un sandalo… Le piccole ferite possono essere trascurate facilmente, perché non si controllano attentamente i piedi ogni giorno, o perché non si prova dolore, a causa della neuropatia periferica: a volte perfino una piaga profonda può risultare insensibile.
Anche la cattiva circolazione può essere sempre in agguato.
I diabetici sentono spesso i piedi freddi e insensibili; anche il colore delle estremità poco irrorate è caratteristico: sono arrossate quando si sta in piedi, diventano pallide a riposo, distese e sollevate.
Un'altra manifestazione caratteristica è la claudicatio intermittens ovvero la "malattia delle vetrine": affaticamento, formicolii e dolore ai polpacci costringono il paziente a fermarsi spesso per riposare, a volte soltanto a intervalli di pochi passi, proprio come chi passeggia da una vetrina all'altra.
Il ristagno circolatorio può causare vene e ulcerazioni varicose: sia le piccole, sia le grandi ferite del diabetico stentano a rimarginarsi e quindi possono infettarsi facilmente, dando luogo ad ascessi con formazione di pus.
A causa della scarsa sensibilità, un'infezione della pianta del piede si può propagare rapidamente in profondità, dalla cute ai muscoli, fino a interessare anche le ossa e le articolazioni, deformandole e si distruggendole (osteomielite, artropatia).
Se questa spirale di eventi non viene fermata in tempo, può manifestarsi una vera e propria cancrena, che causa la perdita del piede o della gamba e mette a rischio la vita del paziente diabetico.

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